mer 23 agosto 2017

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Ombudsman bancario
Ombudsman bancario
Conciliatore bancario

Note Informative

Il nostro istituto di credito aderisce al Conciliatore Bancario, un’associazione che offre vari modi per affrontare e risolvere le questioni tra il cliente e la banca. Mette a disposizione, infatti, più tipi di servizi con l’obiettivo di chiudere in tempi brevi le controversie. L’associazione diffonde la conoscenza e l’utilizzo di strumenti semplici, veloci ed economici di giustizia alternativa, ossia senza l’intervento della magistratura.

Che cos’è l’Ombudsman

È un giudice alternativo cui possono rivolgersi i clienti per risolvere gratuitamente le controversie con le banche e gli intermediari finanziari, dopo aver presentato reclamo presso l' "Ufficio Reclami" della propria banca. Dal 1º gennaio del 2006 anche le imprese, i commercianti, i professionisti, gli artigiani e le società vi possono ricorrere. I consumatori privati hanno sempre potuto chiedere il giudizio del Giurì sin dalla sua nascita nel 1993. Il danno economico per cui il cliente ricorre all’Ombudsman deve essere contenuto entro il limite di 50 mila euro per ricorsi su operazioni successive al 1º gennaio 2006, mentre è di 10 mila euro per le operazioni precedenti a questa data. Facile e chiara la procedura per ricorrere. Il cliente – non oltre due anni dall’operazione contestata - deve innanzitutto rivolgersi all’Ufficio Reclami della banca o dell’intermediario finanziario, che entro 60 giorni (o 90 in caso di prodotti finanziari) dovrà far sapere se accoglie o meno il reclamo. In appello il cliente può ricorrere entro un anno all’Ombudsman, che deve decidere entro 90 giorni, termine che può essere prolungato per avere documentazione necessaria alla decisione. Il ricorso all’Ombudsman – totalmente gratuito - non priva il cliente del diritto di rivolgersi in qualsiasi momento all’Autorità Giudiziaria, mentre la decisione del Giurì bancario è vincolante per la banca e per l’intermediario finanziario.

Che cos’è la Conciliazione

È un modo per risolvere una controversia affidando ad un terzo indipendente (il conciliatore) il compito di agevolare il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il conciliatore è un esperto ma non è un giudice, ossia non è chiamato a dare ragione o torto ad una parte o all’altra. Nella conciliazione disciplinata dalla legge (ossia che viene svolta attraverso gli “organismi di conciliazione”) l’accordo può essere omologato dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In altri termini, in caso di mancato rispetto dell'accordo raggiunto, si può chiedere che sia data immediata esecuzione a quanto risulta dal verbale di conciliazione. La riforma del processo societario del 2003 ha stabilito che gli “organismi di conciliazione” costituiti da privati o da enti pubblici (come le Camere di Commercio) possano risolvere le controversie in materia societaria, bancaria e finanziaria.

Che cos’è l’Arbitrato

Una procedura diretta a chiudere una controversia con l’intervento di un esperto, l’arbitro, cui viene affidato il compito di giudicare. L’arbitro non è un giudice ordinario, ma le parti stabiliscono di sottoporgli la questione riconoscendogli il potere di decidere chi ha torto e chi ha ragione in una controversia.

 
 
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