gio 19 ottobre 2017

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Personaggio del mese
Personaggio del mese
Marcello Fasano
"Lascia pure che la vita ti prenda, ma non lasciare che ti prendano la vita".
intervista di Rossella Oricchio

Ognuno di noi può operare secondo personali modalità purché si vogliano accettare le sfide, scoprire il sapore della propria esistenza e sapere dove andare. Ad aprire i battenti del nuovo anno è un personaggio del nostro panorama locale ben conosciuto nella sua comunità.

Ognuno di noi può operare secondo personali modalità purché si vogliano accettare le sfide, scoprire il sapore della propria esistenza e sapere dove andare. Ad aprire i battenti del nuovo anno è un personaggio del nostro panorama locale ben conosciuto nella sua comunità. La sua è una storia lineare e precisa, ma anche un coacervo di esperienza, volontà e passione. Nelle pieghe del tempo, ha intessuto la sua storia confidando nei propri mezzi, nella giustezza delle sue azioni e i risultati non sono tardati ad arrivare. Ci riferiamo a Marcello Fasano. Fiero dei suoi figli Maurizio, Massimiliano e Giuseppina e dei suoi cinque nipotini, si definisce un ottimista mentre i due grandi amori restano sempre i pneumatici e i personal computer. Gioviale, dal piglio deciso, di una certa imponenza fisica, il personaggio Fasano, dimostra una sicurezza intrinseca derivatagli dall’esperienza maturata in svariati settori professionali. Del 1949, studi classici intrapresi presso il collegio “De La Salle” di Benevento, in età adulta diviene presto socio e amministratore dell’azienda di famiglia, la “Fasano Gomme Srl”, giunta oggi alla terza generazione. Marcello Fasano, dopo aver condotto l’azienda verso fatturati considerevoli, viene chiamato quale componente nella “FEDERPNEUS” Direttivo dell’Associazione Nazionale di categoria.
Appassionato di informatica, fonda e amministra nel 1987 la “4x4 System” che avrà anche sedi a Roma e a Milano. Successivamente darà vita alla “Società Risorse Ambientali”, operante nel campo dell’informatica d’avanguardia. Fonda la Società “Accademia srl”, operante nel settore della formazione manageriale. Nel 1985 dà vita anche al “Consorzio ZIS”, un consorzio di oltre 150 imprese della città di Salerno per la valorizzazione della Zona industriale della città, incoraggiando lo sviluppo di un sito che oggi è considerato una zona commerciale di elevata vivibilità. Chiamato nel 1988 nella Confcommercio Provinciale, diventa amministratore di tutte le ASCOM della provincia. Nel 1990 viene chiamato a partecipare alla locale Confindustria, dove ricopre l’incarico di Membro di Giuria, Vice Presidente del Gruppo Terziario innovativo e componente per due mandati del Comitato Piccola Industria di Confindustria Salerno. Dal 1998 assume la Presidenza del Consorzio “Confidi” Salerno. A seguito di questa nomina, il Confidi Salerno diviene il quarto Confidi a livello regionale, coinvolgendo circa ottocento imprese della Provincia di Salerno. Rappresentante del Consorzio ASI di Salerno, Rotariano, è stato nominato Cavaliere del Santo Sepolcro nell’anno 1994. Mentre il telefono squilla continuamente, scopriamo il personaggio.

 

Imprenditore, appassionato di informatica, Presidente di un’associazione come il Confidi. Ha deciso che cosa farà da grande?
-Sorride bonariamente- Sì, certamente le mie passioni e inclinazioni sono diverse tra loro, ma posso dire che alla fine convergono in quella che è la mia vera natura imprenditoriale. Per adesso ho deciso di dedicarmi all’incarico di Presidente “operaio” del Confidi e di lasciare l’eredità delle aziende ai miei figli, che ritengo capaci e attenti nel proseguire l’attività sia della “Fasano gomme” sia dell’azienda di informatica “4x4”. Devo dire che ho preferito dedicarmi a nuove avventure, anche se avrei potuto accontentarmi esclusivamente delle aziende di famiglia. Ma è proprio qui che è scattata la volontà di fare di più per uno spirito imprenditoriale che mi porto dentro.

 

Non a caso ha parlato di Presidente “operaio”?
Sì, mi piace definirmi presidente operaio perché ritengo che la mansione che esplico oggi sia anche frutto di doti imprenditoriali che mi sembrano innate. Anche come presidente del Confidi, seguo la mia natura più imprenditoriale.

 

Che cos’è il Confidi?
Il Confidi è il Consorzio per la Garanzia Collettiva dei Fidi della Provincia di Salerno. Il Confidi Salerno nasce intorno agli anni ’70 per volontà dell’allora Associazione degli industriali di Salerno e della Camera di Commercio. Per molti anni, quasi nessuno ha creduto realmente in questa istituzione. Fino al 1998, anno della mia elezione, il Confidi era un’entità di modesta portata. Con il mio arrivo, ho cercato di imprimere alcune svolte che si sono rivelate vincenti. Il Consorzio ha tra gli scopi principali quello di rilasciare garanzie mutualistiche, supportare le aziende per un più agevole accesso al credito e attenuare il rigido rapporto Banca-Impresa.

 

Alla luce dei trent anni di attività, quale merito si attribuisce all interno del Confidi?
Semplicemente quello di averne rinsaldato le sorti. Prima il Confidi aveva convenzioni con quattro istituti bancari, oggi siamo arrivati a circa trenta per coprire un territorio vastissimo come la provincia di Salerno. Il Confidi è diventato una vera e propria banca dell’impresa. Oggi rappresenta davvero una realtà consistente tra i Consorzi fidi della Provincia di Salerno. Il Confidi Salerno è oggi il quarto consorzio fidi in Campania, dopo Napoli e Caserta. La missione primaria del Confidi è ampliare la qualità della garanzia. Inoltre, siamo fieri di aver raggiunto un fatturato maggiore rispetto agli scorsi anni. La missione collaterale è, difatti, quella di far crescere la cultura dell’impresa sia nell’ambito della finanza sia, nello specifico, attraverso corsi professionali atti ad accompagnare i futuri imprenditori.

 

Il suo progetto di più ampia veduta riguardo al Confidi?
Realizzare un Confidi dell’Italia meridionale che abbracci la Campania, la Calabria, la Sicilia e la Puglia. Si dovrebbe riuscire a coronare questo sogno nell’anno. Avrei potuto accontentarmi dei risultati ottenuti, ma penso di andare avanti anche e soprattutto per il rispetto dell’ incarico ricevuto.

 

Quale, dunque, la sua missione nel contesto economico nel quale viviamo?
Credo si tratti di una missione con un contenuto socio-culturale, ma soprattutto umano, che ho sviluppato grazie al Rotary che si occupa fondamentalmente del bene comune e degli aspetti umanitari.

 

Come vede il rapporto banca-impresa a tutt’oggi?
Il rapporto banca-impresa a volte è eccezionale, a volte tende a calare. In questo momento, le banche appaiono chiuse e sulla difensiva semplicemente perché temono una recessione e, dunque, difendono il patrimonio. E’ una politica che non si può non condividere, quanto mai saggia per alcuni versi, ma rischia anche di togliere ossigeno a chi respira bene. Ci auguriamo che le banche credano in noi. Il nostro vuole comunque essere sempre un dialogo fondato sulla qualità qualitativo piuttosto che sulla quantità, a vantaggio dello sviluppo economico e delle imprese.

 

Il successo per mandare avanti un’ impresa?
Non bisogna assumere “dipendenti”, ma trovare persone che credano nel lavoro da svolgere. Ho fatto mia un’espressione: “Se devi costruire una nave, non bastano i falegnami ma persone innamorate del mare”.

 

E lei nel Confidi ha trovato persone innamorate del “mare” dell’ impresa?
Sì, ho trovato queste persone e ne vado orgoglioso. Anche perché mi sono sentito e continuo a sentirmi uno di loro.

 

Che cosa può dirci del progetto “Basilea”?
Non c’è da preoccuparsi. Sembrava che il progetto Basilea fosse il “de profundis” delle imprese, ma invece non ha fatto altro che incoraggiare le banche e le imprese stesse alla trasparenza.

 

Come è avvenuto invece il suo ingresso nel mondo imprenditoriale?
La storia dell’ imprenditoria familiare nasce nell’immediato dopoguerra. Negli anni ’60, l’azienda di ricostruzione di pneumatici di mio padre era leader nell’Italia meridionale. Sono un medico mancato. Mio padre Aurelio voleva che lo diventassi. Poi, in seguito a una sua malattia, ho dovuto prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia. Per convincermi, mio padre volle che partissi dalla base, così per i primi anni sono stato operaio. Ciò mi ha consentito di comprendere il lavoro dei miei dipendenti. Questo per me ha significato molto importante, poiché ho potuto conoscere più da vicino i meccanismi del lavoro e le esigenze dei lavoratori. Sapevo quando chiedere loro di più o meno. Bisogna condividere le difficoltà con gli altri per capirli meglio.

 

Può rivelarci il segreto del suo successo?
Penso che sia quello di credere in ciò che si fa e, in special modo, condividerlo, appunto, con gli altri.

 

Altri interessi?
Sono un buon lettore di letteratura tecnica e un appassionato di gastronomia, dalla mia stazza si deduce.

 

Ultimo film visto?
“Benvenuti al Sud”, davvero una satira significativa per comprendere la cultura del Nord e del Sud.

 

Può dedicarci un motto di apertura al nuovo anno appena iniziato?
Sì, più che un motto, è una considerazione che mi rivelò mio figlio Massimiliano a diciotto anni e che ancora oggi mi colpisce. “Lascia pure che la vita ti prenda ma non lasciare che ti prendano la vita”.

Presidente Associazione Confidi

Marcello Fasano

Presidente Associazione Confidi

 
 
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