mer 13 dicembre 2017

9:21

 
Personaggio del mese
Personaggio del mese
Paolo Regnoli
intervista di Rossella Oricchio

Il mondo delle stelle è lontanissimo da noi, ma una volta addentrati, non si può che rimanerne incantati.

Il personaggio che andiamo a presentare questo mese è Paolo Regnoli, conosciuto e apprezzato astrofisico. Barba bianca, sguardo assorto in svariati pensieri e parole che seguono come treni in corsa, una mente in continuo movimento che riposa di rado e che tiene sempre accesa la lampadina del sapere e dello studio.
A prima vista, sembra un Socrate dei tempi moderni, ma lo stupore nasce e cresce mano a mano che si rivelano le sue vaste conoscenze, tali da farle sembrare patrimonio di un alieno. Questo - racconta - sia perché, ha inteso stare sempre con il naso all’insù sin da ragazzo a guardare grappoli di stelle cadere nelle notti d’estate e sia perché è quasi costretto ad astrarsi dalla quotidianità per poter esplorare territori più lontani dall’umana e ordinaria comprensione. Da ragazzo guardava le cose del mondo al microscopio e poi dal telescopio del Liceo. Una scelta, la sua, che continua a nutrirlo di passione e curiosità viva per un mondo, quello degli astri e dei pianeti, che non può che risultare magico, quasi surreale ed assolutamente affascinante. Con la testa fra le nuvole, come ha ammesso, ma forse, quale esploratore dell’universo celeste e terreno, ancor più incuriosito verso i misteri del vivere. Nel suo sguardo ricco di passione autentica si legge l’entusiasmo di un bambino che scopre il mondo per la prima volta. Viene voglia di stare ad ascoltarlo per ore.
Gli studi del personaggio Regnoli sono quelli della geofisica, geologia e astronomia. Si laurea all’Università di Parma e si specializza in geofisica e astrofisica. E’coautore di testi universitari per Fisica terrestre: “Lezioni di fisica terrestre”, “Dalla deriva dei continenti alla tettonica a zolle”, “Lezioni di geoelettrica” per l’edizione “Studium Parmense-Editrice Universitaria”. In Emilia Romagna, quale docente, insegna per diversi anni. Frequenta il Centro sismico dell’Università di Parma per circa tre anni per pratica riguardante i terremoti. Assistito dal Comune di Parma, tiene, per anni, numerose conferenze di astronomia. Una volta tornato a Salerno, continua a tenere molte conferenze e corsi di Astronomia. Ora professore in pensione, è papà affettuoso di Giuliana e Giorgio Maria. Arriva all’appuntamento proprio insieme al figlio quattordicenne che ascolta il padre come ipnotizzato per tutto il tempo dell’intervista. Egli stesso sembra cullarsi e perdersi per le strade degli astri e dei pianeti, in un mondo attraente e irresistibile di cui non sa fare veramente a meno.

 

Com’è il mondo delle stelle?
Il mondo delle stelle è lontanissimo da noi, ma una volta addentrati, non si può che rimanerne incantati. E’ un sistema che da studioso può davvero affascinare.

 

Quale pensiero, sentimento o stato emotivo l’ha spinta a percorrere la strada degli astri?
La mia vera spinta è stata sempre la passione per lo studio. Ricercare costantemente il perché di ogni cosa, tenendo ben presente che non è affatto vero che tutto sia ovvio. La curiosità viva e la volontà di sapere hanno deciso il resto.

 

Ci racconta come nasce la sua passione per l’astrofisica?
La fisica mi ha presto attirato perché mi ha aiutato a capire che tutto il mondo è un fenomeno di cui non si riesce a capire la cosa in sé. E qui si arriva a Kant. Perché vediamo la cosa come appare, ma non riusciamo a capire l’essenza della cosa? Questo interrogativo mi ha sempre creato un disturbo, una specie di insoddisfazione-stimolo che mi ha condotto a qualsiasi tipo di congetture. Da fisico, poi, ho imparato che le congetture, sebbene ardite, devono entrare a far parte di leggi note. La fisica, oggi, è arrivata al punto da non riuscire a dare ai fenomeni spiegazioni matematiche. Einstein ha apportato di sicuro una rivoluzione con le sue scoperte tanto avanzate che non si possono superare. Tuttavia in generale siamo rimasti fermi al calcolo differenziale. Intanto c’è anche da dire che Leibniz, con il suo algoritmo, si è contrapposto a Newton, dunque può capitare che la filosofia possa precedere la matematica. La fisica studia il caos codificandolo, è lo studio codificato delle leggi dell’universo. La fisica si muove in leggi che devono essere riconosciute ed accettate ed i fenomeni devono essere sempre riproducibili.

 

Questi della geologia e dell’astrofisica sono studi riguardanti il mistero della vita…
Eh sì, noi siamo energia variamente distribuita, siamo fenomeni, energia solare trasformata.

 

Nietzsche diceva: “E’ dal caos che nasce una stella danzante”.Questa affermazione può risultare giusta anche per la fisica oltre che per la filosofia?
L’universo va verso il caos. La fisica segue l’universo. Certo, la filosofia è parte integrante della fisica. Purtroppo la tecnica della matematica si sta davvero fermando. E lì dove manca il tecnicismo matematico, c’è il “logos”, la parola, il dialogo filosofico. C’è molta parola filosofica che attende di essere trasformata dai fisici in formule. Ma per fare questo bisogna attendere l’unione della meccanica quantica e della relatività di Einstein. La loro fusione condurrebbe a un salto enorme. Occorrerebbero, però, fisici che siano al pari di Einstein. Intanto, finché si vive, l’entropia si abbassa e il caos diminuisce mentre, quando si muore, si rientra nel caos. Per capire come va il mondo non bisogna essere così troppo “ordinati”. Tanto poi ci pensa l’ universo stesso a dare ordine alle cose. L’unica cosa in ordine nell’ universo è la vita.

 

Che cosa determina il successo di una civiltà?
Le conoscenze vere. Stiamo studiando il sole da tempo immemorabile, ma andiamo in crisi quando misuriamo i famosi neutrini che non compaiono nel numero prefissato. Molto è stato fatto, molto rimane da fare. L’immagine che abbiamo dell’universo è ancora un’ immagine sfocata. I principi non sono le leggi. La legge di gravitazione, ad esempio, è una legge vera e propria, valida anche sulla galassia di Andromeda. Dunque, c’è da fare un distinguo e stare bene attenti.

 

Come è stato per lei il periodo dell’ università e, quindi, dei primi studi?
Una grande e bella esperienza.

 

Consiglierebbe ai giovani di intraprendere la strada dell’ astrofisica?
Solo se mossi da vera passione.

 

Studi più recenti?
Studi riguardanti la materia oscura.

 

Che tipo di persona è un astrofisico? Per caso una persona che si “aliena” dalle cose terrene o che invece le razionalizza maggiormente?
Una persona non totalmente razionale. Naturalmente, per quanto mi riguarda, quando sono tra la gente, cerco di non estraniarmi, ma quando resto da solo…

 

E Giorgio Maria che cosa pensa del papà?
Non bisogna disturbarlo quando sta solo a pensare perché può diventare irascibile. Più volte mi ha ribadito l’esigenza di essere lasciato da solo quando si apparta con i suoi pensieri.

 

Il suo miglior pregio?
Ascoltare.

 

Può commentarci, da fisico, l’inizio del primo Canto del Paradiso della Divina Commedia?
Dante riesce a descrivere esattamente come è composto l’universo. Quando dice, a proposito dell’ universo, “in una parte più e meno altrove”, ci indica un’energia variamente distribuita. E proprio perché l’energia è variamente distribuita, abbiamo i fenomeni. Noi stiamo qui a parlare mentre le piante crescono proprio perché l’energia è variamente distribuita. Noi siamo energia solare trasformata.

 

Crede in Dio?
Credo poco in Dio, credo nell’ armonia dell’universo. Noi siamo nati nel tempo e abbiamo avuto l’alfa e l’omega come Gesù Cristo. Dio, invece, è fuori dal tempo.

 

Una delle conferenze che ha suscitato prima il suo interesse e poi quello degli uditori?
Fu sicuramente interessante la conferenza tenuta a Parma sulla cometa di Halloween con il professore Barbieri, come tante altre.

 

E’ ancora solito guardare le stelle così come soleva intrattenersi a guardarle da ragazzo?
Certamente. La curiosità è rimasta sempre la stessa. Poco male. Nelle calde notti estive, sono solito salire su al parco del seminario di Via Laspro dove amo estraniarmi e girovagare con la mente per i misteri dell’ universo celeste. Mi ascolto, mi interrogo, mi perdo nel tempo e nello spazio. Sviluppo la fantasia, necessaria per conoscere l’ universo. Einstein diceva che gli sarebbe piaciuto avere la fantasia di un bambino per poter capire meglio l’universo.

 

Un suo sogno di sempre?
Creare un osservatorio astronomico. E’ un’ impresa un po’ ardua, e temo che questo sogno possa rimanere tale.

 

Qualche divagazione dalla sua materia?
Suonare al pianoforte o ascoltare Bach e Chopin.

 

Esiste la felicità? Che cos’è per lei?
Esiste nel momento in cui ti fermi a riconoscerla.

 

Che cosa non si può catalogare e formulare?
L’essere umano. Ha troppe variabili.

 

I pensieri ricorrenti di un uomo della sua età?
Sperare di aver apportato qualcosa di utile e di utilizzabile.

Astrofisico

Paolo Regnoli

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