ven 17 novembre 2017

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La Storia delle Banche Popolari

Le Banche Popolari nascono in Italia nella seconda metà del 1800 - sul modello della Volksbank tedesca, introdotto in Italia dallo studioso Luigi Luzzatti - per soddisfare il bisogno di accesso al credito delle famiglie, degli artigiani, dei commercianti e delle piccole e medie imprese.
Esse rappresentano un eccezionale modello di adattamento alle evoluzioni della storia e del contesto operativo.
Naturali protagoniste del sistema socio-economico italiano, nel quale da sempre risulta predominante la presenza delle piccole e medie imprese, le Banche Popolari dopo appena venti anni dalla loro origine già detenevano una notevole parte del mercato nazionale.
Dopo il secondo dopoguerra il Credito Popolare ha vissuto una nuova fase di forte slancio con un notevole aumento dei risultati complessivi e delle dimensioni medie, espandendo la quota di mercato fino al 15% nei primi anni ’90.
I mutamenti del quadro normativo introdotti all’interno dell’intero sistema bancario dalla legge bancaria del 1993 hanno influito ancor più profondamente sul contesto evolutivo delle Banche Popolari, dando vita – per un verso – a realtà aziendali di notevoli dimensioni e lasciando intravedere – dall’altro – ampissimi margini di sviluppo dimensionale anche per le banche più giovani come il Credito Salernitano.
E’ ragionevole considerare che tale processo di crescita e innovazione potrà ulteriormente proseguire proprio sulla base delle tipiche caratteristiche:

  • stabili relazioni con la clientela;
  • forte propensione al sostegno delle Piccole e Medie Imprese;
  • spiccata attenzione ai bisogni di servizi finanziari delle famiglie;
  • profondo impegno sociale per le comunità locali.

trattato sulle banche popolari

 
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